Comunicare e presentare in pubblico
Abbiamo imparato a progettare, realizzare e arricchire una presentazione o una grafica. Ma tutto questo lavoro conta poco se, al momento di presentare davvero, l'esposizione non funziona. Chiudiamo questo blocco di argomenti parlando di come comunicare efficacemente in pubblico.
Prima di tutto: l'ansia da parlare in pubblico è assolutamente normale. La provano moltissime persone, anche adulte ed esperte — non è un difetto, ma una reazione naturale. Alcune tecniche pratiche aiutano davvero a gestirla: respirare profondamente per qualche secondo prima di iniziare, conoscere bene il contenuto (che riduce l'incertezza), ed esercitarsi dicendo il discorso a voce alta più volte prima del giorno vero, non solo rileggerlo in silenzio.
La paura più diffusa al mondo?
In diversi sondaggi internazionali, la paura di parlare in pubblico (chiamata anche glossofobia) risulta una delle paure più diffuse in assoluto, citata da moltissime persone persino più spesso della paura della morte. Sapere che quasi tutti, anche i relatori più esperti, hanno provato la stessa ansia la prima volta può essere di grande conforto.
Sassi in bocca per allenarsi
Secondo un celebre racconto dell'antichita, l'oratore greco Demostene, che da giovane aveva problemi di pronuncia e una voce debole, si allenava parlando con dei sassolini in bocca e cercando di farsi sentire sopra il rumore delle onde del mare: divenne poi uno degli oratori piu famosi della storia greca.
Un primo elemento su cui lavorare è la voce: il volume deve essere adeguato a farsi sentire in tutta la stanza, senza bisogno di urlare; la velocità va tenuta sotto controllo, perché l'ansia spinge quasi sempre a parlare troppo in fretta; e le pause — brevi silenzi dopo un'idea importante — danno al pubblico il tempo di assimilarla, e sono più efficaci che riempire ogni singolo secondo di parole.

Anche il linguaggio del corpo comunica quanto le parole: una postura eretta trasmette sicurezza, il contatto visivo con il pubblico crea connessione (invece di fissare solo lo schermo o il foglio di note), e gesti naturali delle mani, senza esagerare, accompagnano il discorso in modo naturale.
Il contatto visivo "a zig-zag"
Invece di fissare sempre la stessa persona (che potrebbe metterla a disagio) o guardare nel vuoto, sposta lo sguardo tra diverse zone della stanza — a sinistra, al centro, a destra — soffermandoti qualche secondo su ciascuna. In questo modo l'intero pubblico si sente coinvolto, non solo chi ti sta davanti.
Parole, voce e corpo: quanto conta ciascuno?
Una ricerca classica di psicologia della comunicazione (Albert Mehrabian, 1967) viene spesso citata dicendo che il 55% del messaggio passa dal corpo, il 38% dal tono di voce e solo il 7% dalle parole. Attenzione pero: quello studio riguardava solo situazioni in cui si comunicano emozioni e sentimenti, non ogni tipo di comunicazione — in una spiegazione tecnica, le parole contano eccome. La lezione utile resta comunque valida: tono e linguaggio del corpo contano piu di quanto si pensi.
Cosa fare con le mani, se non sai dove metterle
Un dubbio comunissimo di chi comincia: tenerle lungo i fianchi in modo naturale va benissimo, e usarle per accompagnare le parole con gesti semplici (indicare, aprire le mani per includere il pubblico) e ancora meglio. Da evitare: incrociare le braccia (sembra chiuso), tenerle in tasca per tutto il tempo, o giocherellare nervosamente con un oggetto.
Ricordiamo un principio già visto: le slide e le note del relatore sono una traccia, non un copione da leggere parola per parola. Guarda il pubblico, usa le note solo come promemoria per i punti chiave, e lascia che il resto venga dal tuo modo naturale di spiegare le cose.
Infine, due aspetti pratici: provare il discorso a voce alta cronometrandolo, per essere sicuri di rispettare il tempo a disposizione; e, quando arrivano le domande del pubblico, ascoltarle fino in fondo prima di rispondere — se non conosci la risposta, è molto meglio ammetterlo onestamente piuttosto che inventarne una.
La frase piu famosa non era nel discorso scritto
Nel celebre discorso del 1963, Martin Luther King si allontano a un certo punto dal testo scritto e improvviso la parte piu celebre, "I have a dream", su suggerimento di una cantante presente sul palco che gli grido di raccontare al pubblico il suo sogno: la parte piu ricordata del discorso non era nemmeno stata scritta in anticipo.
Perche le cose vanno bene in gruppi di tre
Dall'antica retorica latina ("veni, vidi, vici" di Giulio Cesare) fino agli slogan pubblicitari moderni, raggruppare le idee in tre elementi le rende piu facili da ricordare rispetto a due (che sembrano incompleti) o quattro (che iniziano a confondere): una tecnica chiamata "regola del tre", ancora oggi molto usata nei discorsi.
►VideoPublic Speaking: Come parlare davanti ad un pubblico senza ansia (Marco Montemagno)
►VideoParlare in pubblico: corso di public speaking in 20 minuti (Dario Vignali)
►VideoCome parlare in pubblico in modo efficace e coinvolgente (Andrea Bottoni)Prova generale
In coppia, presenta a voce alta le prime due slide della tua presentazione (creata negli argomenti precedenti), usando solo le note del relatore come promemoria, senza leggere lo schermo parola per parola. Il compagno cronometra il tempo impiegato e ti dà un feedback su tre aspetti: volume della voce, contatto visivo, velocità. Poi invertite i ruoli.
UDA5 si conclude qui: abbiamo imparato a progettare, realizzare e presentare in pubblico una presentazione multimediale efficace. Nel prossimo blocco di argomenti passeremo alla videoscrittura: come creare, formattare e impaginare correttamente un documento di testo, l'ultima UDA di questo primo anno.
Mettiti alla prova
1. Perché l'ansia da parlare in pubblico è considerata una reazione normale, e non un difetto?
Perché la provano moltissime persone, anche adulte ed esperte: è una reazione naturale, non un segno di inadeguatezza.
2. Elenca due tecniche pratiche per gestire l'ansia prima di una presentazione.
Ad esempio: respirare profondamente prima di iniziare, conoscere bene il contenuto, esercitarsi dicendo il discorso a voce alta più volte (bastano due a scelta).
3. Quali tre aspetti della voce influenzano l'efficacia di una presentazione?
Volume, velocità e pause.
4. Perché una breve pausa dopo un'idea importante può essere più efficace che riempire ogni secondo di parole?
Perché dà al pubblico il tempo di assimilare l'idea appena espressa, invece di travolgerlo con un flusso continuo di parole.
5. Cos'è la tecnica del contatto visivo "a zig-zag"?
Consiste nello spostare lo sguardo tra diverse zone della stanza durante il discorso, invece di fissare sempre la stessa persona o guardare nel vuoto, per coinvolgere tutto il pubblico.
6. Perché conviene provare il proprio discorso a voce alta e cronometrarlo prima di presentare davvero?
Per essere sicuri di rispettare il tempo a disposizione ed evitare di dover tagliare contenuti importanti all'ultimo momento.
7. Cosa dovresti fare se, durante le domande del pubblico, non conosci la risposta a una domanda?
Ammetterlo onestamente, piuttosto che inventare una risposta poco affidabile.
8. Cosa diceva davvero lo studio di Mehrabian, e perche va usato con cautela?
Riguardava solo la comunicazione di emozioni e sentimenti, non ogni tipo di comunicazione: in una spiegazione tecnica le parole contano molto di piu del 7% spesso citato.
9. Come si allenava Demostene per superare i suoi problemi di pronuncia e farsi sentire?
Parlando con dei sassolini in bocca, cercando di farsi sentire sopra il rumore delle onde del mare.
10. Che cos'e la "regola del tre" in un discorso?
Raggruppare le idee in tre elementi, perche risultano piu facili da ricordare rispetto a due o quattro.