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Primi passi con Word e Google Docs

Dopo aver imparato a progettare e presentare in pubblico, torniamo ora a uno strumento di produttività più "classico" ma altrettanto importante: il programma di videoscrittura, per creare documenti di testo formattati.

Un programma di videoscrittura (in inglese word processor) è un software pensato per scrivere, modificare e formattare testo: a differenza di un semplice editor di testo come il Blocco Note, che salva solo caratteri "puri" senza alcuna formattazione, un word processor permette di scegliere caratteri, dimensioni, colori, allineamenti, inserire immagini e tabelle, e molto altro.

Una macchina da scrivere d'epoca: prima dei word processor, correggere un errore significava spesso ricominciare la pagina
Una macchina da scrivere d'epoca: prima dei word processor, correggere un errore significava spesso ricominciare la paginaJorge Royan — Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0
💡 Lo sapevi?

Il primo vero word processor di successo

Negli anni '70 scrivere al computer richiedeva ancora comandi complicati. Nel 1978 uscì WordStar, il primo programma di videoscrittura a diventare davvero popolare, grazie a un'interfaccia (per l'epoca) intuitiva: fu talmente influente che molte delle sue scorciatoie da tastiera sono considerate un antenato diretto di quelle che usiamo ancora oggi.

Esistono due grandi famiglie di programmi di videoscrittura:

  • Software installati sul computer: Microsoft Word, oppure LibreOffice Writer (gratuito e open source)
  • Applicazioni cloud: Google Docs, Word Online — si usano direttamente dal browser, senza installare nulla, e salvano automaticamente ogni modifica nel cloud, di cui abbiamo parlato in un argomento precedente
L'interfaccia di LibreOffice Writer, un word processor gratuito e open source: in alto la barra degli strumenti, al centro il foglio di lavoro
L'interfaccia di LibreOffice Writer, un word processor gratuito e open source: in alto la barra degli strumenti, al centro il foglio di lavoroHérisson grognon, CC BY-SA 4.0 — Wikimedia Commons

L'interfaccia è simile in quasi tutti i programmi di videoscrittura: una barra degli strumenti in alto con i comandi più usati, un'area di lavoro bianca al centro (il "foglio" su cui scrivi) e una barra di stato in basso, che mostra ad esempio il numero di parole scritte o la pagina in cui ti trovi.

Un aspetto a cui prestare attenzione è il salvataggio. Il comando "Salva" (scorciatoia Ctrl+S) aggiorna il file esistente con le ultime modifiche fatte. Il comando "Salva con nome", invece, crea una nuova copia del file con un nome diverso, lasciando intatto l'originale: è utile, ad esempio, per creare più versioni dello stesso documento. In Google Docs le cose sono un po' diverse: non serve quasi mai salvare manualmente, perché ogni modifica viene registrata automaticamente nel cloud pochi istanti dopo averla fatta.

La differenza tra Salva e Salva con nome
La differenza tra Salva e Salva con nomeSchema originale
Focus

Scorciatoie da tastiera utili

Ctrl+S = salva, Ctrl+Z = annulla, Ctrl+Y = ripeti, Ctrl+C = copia, Ctrl+X = taglia, Ctrl+V = incolla, Ctrl+A = seleziona tutto, Ctrl+B = grassetto. Usare queste combinazioni al posto del mouse fa risparmiare moltissimo tempo, una volta memorizzate.

Sul testo si possono compiere le stesse operazioni già viste per i file: selezionare (trascinando il mouse, oppure con Ctrl+A per selezionare tutto il documento), copiare e incollare, tagliare e incollare. Una funzione preziosa e spesso sottovalutata è annulla/ripeti (Ctrl+Z per annullare l'ultima modifica, Ctrl+Y per ripeterla): permette di correggere un errore, o di recuperare una modifica cancellata per sbaglio, senza doverla riscrivere da capo.

💡 Lo sapevi?

Google Docs non è nato in Google

Il programma che oggi conosciamo come Google Docs nacque nel 2005 con il nome Writely, creato da una piccola azienda indipendente. Google lo acquistò nel 2006 e lo trasformò nel servizio cloud gratuito che milioni di studenti e aziende usano oggi, ben prima che il termine "cloud computing" diventasse di uso comune.

💡 Lo sapevi?

Quando il correttore automatico gioca brutti scherzi

I correttori automatici a volte "correggono" una parola giusta trasformandola in una sbagliata, un fenomeno così comune da avere un nome informale in inglese, "autocorrect fail": per questo, prima di consegnare un lavoro importante, conviene sempre rileggerlo con attenzione invece di fidarsi ciecamente del correttore.

Quasi tutti i word processor includono un correttore ortografico: sottolinea con una linea ondulata rossa le parole che non riconosce, confrontandole con un dizionario interno, e ti propone dei suggerimenti se ci clicchi sopra col tasto destro. È molto utile, ma non infallibile: non riesce a individuare errori di significato (ad esempio una parola scritta correttamente ma usata al posto sbagliato), solo di ortografia.

Infine, quando un documento è pronto e non deve più essere modificato — ad esempio prima di consegnarlo o stamparlo — conviene esportarlo in PDF: un formato che mantiene l'aspetto identico su qualsiasi dispositivo o stampante, a differenza del file originale che potrebbe aprirsi diversamente su un altro computer.

Perché conviene esportare in PDF un documento definitivo
Perché conviene esportare in PDF un documento definitivoSchema originale
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Correttore ortografico o grammaticale?

Il correttore ortografico controlla solo se le parole esistono nel dizionario. Molti programmi moderni includono anche un correttore grammaticale, più avanzato, che segnala (di solito con una linea blu) errori di concordanza o costruzione della frase — ma anche questo può sbagliare o non cogliere tutte le sfumature, quindi rileggere sempre il testo resta indispensabile.

Focus

Quale formato scegliere, e quando

.docx/.odt per un documento ancora da modificare insieme ad altri; .pdf per un documento finito da condividere o stampare, con aspetto garantito identico ovunque; .txt solo per testo puro, senza alcuna formattazione, utile ad esempio per codice o note semplici.

💡 Lo sapevi?

Da StarOffice a LibreOffice

LibreOffice, il word processor open source che abbiamo visto in questo argomento, discende da un programma tedesco chiamato StarOffice, acquistato da Sun Microsystems e reso open source nel 2000 come OpenOffice.org. Nel 2010 parte della comunità di sviluppatori se ne staccò per fondare LibreOffice, oggi la versione più sviluppata e diffusa di quella storia.

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Il tuo primo documento

Crea un nuovo documento (in Word, LibreOffice Writer o Google Docs) e scrivi nome, classe, data e un breve titolo. Salvalo con un nome descrittivo nella cartella della materia corretta, come visto nell'argomento sui file. Prova poi Ctrl+Z dopo aver scritto una frase in più, per vedere come annullarla. Infine, esporta il documento in PDF e confrontalo con l'originale.

Ora che sappiamo creare, salvare ed esportare un documento, nel prossimo argomento vedremo come formattarne davvero il contenuto: carattere e paragrafo.

VIDEOSCRITTURA Interfaccia barra, foglio, stato Salvataggio locale o automatico Modifica testo copia, incolla, annulla Esportazione PDF per condividere

Mettiti alla prova

1. Cos'è un programma di videoscrittura, e in cosa si differenzia da un editor di testo semplice come il Blocco Note?

È un software che permette di scrivere e formattare testo (caratteri, dimensioni, colori, immagini...); il Blocco Note, invece, salva solo testo puro senza alcuna formattazione.

2. Elenca un programma di videoscrittura installato sul computer e uno basato sul cloud.

Ad esempio Microsoft Word o LibreOffice Writer (installati), e Google Docs o Word Online (cloud).

3. Qual è la differenza tra "Salva" e "Salva con nome"?

"Salva" aggiorna il file esistente con le ultime modifiche; "Salva con nome" crea una nuova copia del file con un nome diverso, lasciando intatto l'originale.

4. Perché in Google Docs non serve quasi mai salvare manualmente?

Perché ogni modifica viene registrata automaticamente nel cloud pochi istanti dopo averla fatta.

5. A cosa serve la combinazione di tasti Ctrl+Z? E Ctrl+C?

Ctrl+Z annulla l'ultima modifica fatta; Ctrl+C copia il testo selezionato.

6. Cosa indica la sottolineatura ondulata rossa sotto una parola, e quali errori NON riesce a individuare il correttore ortografico?

Indica che la parola non è stata riconosciuta nel dizionario interno del programma; il correttore non riesce a individuare errori di significato, cioè parole scritte correttamente ma usate nel contesto sbagliato.

7. Perché conviene esportare un documento in PDF prima di condividerlo, se non deve più essere modificato?

Perché il PDF mantiene l'aspetto del documento identico su qualsiasi dispositivo o stampante, mentre il file originale potrebbe aprirsi in modo leggermente diverso su un altro computer.

8. Applicando le regole di organizzazione dei file viste in un argomento precedente, come dovresti chiamare e dove dovresti salvare un documento di scuola appena creato?

Con un nome breve ma descrittivo (non "Documento1" o "Nuovo documento"), dentro la sottocartella della materia corretta, non genericamente sul Desktop.

9. Che differenza c'è tra un correttore ortografico e uno grammaticale?

L'ortografico controlla solo se le parole esistono nel dizionario; il grammaticale, più avanzato, segnala anche errori di concordanza o costruzione della frase.

10. Quale formato di file è più adatto per un documento ancora in lavorazione condiviso con altri, e quale per la versione finale da consegnare?

.docx/.odt per il documento in lavorazione; .pdf per la versione finale, che mantiene l'aspetto identico ovunque.

Per chiarimenti su questo argomento è possibile scrivere via email